Viaggiare "In & Out" nella rete.
Il passaggio dall'Ottocento al Novecento, segnato dalla transizione dal vecchio al nuovo mondo, dalle nuove vie di comunicazione, da una società dinamica e aperta alle innovazioni ci lascia tutta una serie di eredità in ambito educativo, sia dal punto di vista delle idee sulla educazione sia da quello della realtà educative. Gli effetti della seconda rivoluzione industriale si riversano direttamente sulle grandi città, le trasformano e le proiettano nel futuro catapultando alla fine del secolo Londra e Parigi come metropoli mondiali: un intreccio compatto di reti di comunicazione, di servizi e di trasporti. Le città economicamente più vivaci attraggono sempre più gente non tenendo conto dei caratteri della vita urbana quali l'ambiente fisico, il tessuto sociale, la componente culturale, che raramente si coniugano con le esigenze di città in pieno sviluppo commerciale. Il bisogno di formare persone capaci di agire ed interagire in rete in funzione di obiettivi didattici nasce proprio per individuare e definire gli atteggiamenti indispensabili per avvalersi di Internet per spiegare ed imprimere alla nostra società in che modo le reti possono dar luogo a nuovi contesti di apprendimento, per identificare i criteri a cui riferirsi nel decidere se e come allestire un ambiente di apprendimento in rete, adattandolo alle esigenze specifiche degli utenti. Per identificarne i criteri , analizziamo la parola medium e il suo significato più intrinseco. Quando si pensa ai media, in genere si mettono a capo della nostra attenzione e si impongono come punto di riferimento costante in qualunque discorso intorno agli stessi trascurando la parola "tecnologie". I mezzi di comunicazione, secondo questo modo di vedere, sono nient'altro che macchine e supporti per trasmettere le informazioni da un'emittente a una pluralità più o meno indistinta di destinatari. Per lungo tempo questa prospettiva è stata l'unica chiave di interpretazione dei media e la tecnologia è ancor oggi vista come un qualcosa di impalpabile, di sfuggevole e non generatrice di nuove esperienze. Dalla nascita del telegrafo alla televisione via cavo i media sono stati spesso pensati come rivoluzioni tecnologiche in grado da sole di stravolgere la vita quotidiana delle persone. Dal presente ritorniamo indietro e troviamo nel nostro vissuto, la nostra sapienza, la nostra forma creativa, le nuove curiosità, nuove aspettative ma anche dubbi e paure che si pongono al centro tra il vecchio e nuovo mondo. Essa costituisce una complessa forma di apprendimento nella quale è possibile mettere in atto un metodo cognitivo innato secondo il quale, sulla base delle informazioni visive, si interagisce con la realtà adattandola e modulandola in un processo interno personale. Usare la tecnologia vuol significare lascire il nostro mondo alfamediale per immergerci nel mondo tecnomediale dove il fruitore libera la creatività sostenendo la comprensione del testo, delle immagini,di tutto quello che ruota intorno agli infiniti linguaggi che il grande web ci dona. Con l'uso del computer sono nate nuove tipologie di composizioni artistiche, in cui i materiali non sono rappresentati solo dalle parole ma anche da brani di musica, da disegni, da immagini animate che, associate fra loro, costituiscono quell'opera di lettura e interpretazione che spesso ogni testo reale che virtuale vorrebbe esprimere.
"La potea" in gergo bottega (proviene dal dialetto campano) sorge con la cultura medioevale, dopo l'anno Mille....rinascono le città che diventano centri d'attrazione sociale ed economica, aperte agli scambi e rivolgendosi a flessioni più originali, adatte ai tempi mutati, nascendo e sviluppandosi giorno dopo giorno nelle botteghe. La bottega diventa nucleo vitale che tramanda i segreti dell'arte e nella quale si sperimentano nuovi linguaggi, diffondendo ed integrando tutte queste innovazioni che daranno vita ad un sistema produttivo in cui il moltiplicarsi della forza-lavoro rende possibile, nel corso dei secoli XI-XIII lo scambio e il commercio....tutto ciò ci porterà all'evoluzione dell'odierna polis. Lo sviluppo e la diffusione delle nuove tecnologie della comunicazione stanno mutando in modo sempre più rapido e incisivo la società: l'evoluzione e il cambiamento interessano non solo gli strumenti e le tecniche di comunicazione ma anche la struttura economica e produttiva dei paesi più industrializzati e le forme in cui essa si esprime. L'innovazione tecnologica avvia il passaggio dalla "società dell'informazione" caratterizzata da un'informazione di massa ad una "società della conoscenza" che sollecita la partecipazione cognitiva di ogni suo membro ed in cui l'accesso è permesso dal patrimonio di conoscenze e competenze posseduto. Le risorse umane sono dunque, più che mai, elemento cardine delle nuove organizzazioni e il lavoro delle persone diviene progressivamente più complesso, basato sull'interazione con sistemi tecnologici che richiedono capacità e conoscenze.
To access the Private Area of this site please Login
© 2009 Leonardo FLAMMINIO
